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Note Biografiche (English)
Il percorso professionale della scultrice Maria Molteni è tracciato da studi scientifici, interessi per la psicologia, la musica e la scultura. Si è diplomata in pianoforte al Conservatorio di Parma e ha frequentato un ambiente riccamente artistico. Ha partecipato a esposizioni tematiche e collettive d'ambito nazionale e internazionale. Conclude il 2005 allestendo una mostra personale nell'Oratorio della Passione, museo della Basilica di Sant'Ambrogio in Milano. Nel 2006 la galleria Schubert di Milano presenta una sua mostra personale dedicata alle più recenti fusioni in bronzo.
Maria Molteni è stata influenzata nella sobrietà delle opere e nella sensibilità artistica da una figura famigliare: il suocero Angelo Casati, interprete del percorso evocativo della scultura italiana negli anni che decorrono dai Trenta ai Sessanta. Quando il suocero è scomparso, Molteni ha dato spazio al proprio genio creativo. Il suo universo di emozioni e pulsioni viene estratto e reso accessibile a tutti grazie alla modellazione di terra a grezzo e alla fusione in bronzo. I particolari vengono accentuati e attirano maggiormente l'attenzione grazie alle patinature che impreziosiscono le forme con sottili ed eleganti orlature dorate.
In questo modo risaltano i giochi di contrasti luce-ombra e pieno-vuoto.
I significati nascosti delle sue creazioni si intrecciano in un insieme di aspetti che caratterizzano la mente umana: incomunicabilità, solitudine, inquietudine, frattura. Con spirali, labirinti, ondulazioni, cerchi concentrici vuole raggiungere il centro della materia, dandole vita. Il risultato dell' indagine sull'esistenza è evidente: ci rimangono solo "Frammenti di non ritorno", "L' impossibile", "L'inevitabile".
Hanno scritto di lei Claudio Rizzi, Lorenzo Bonini, Tiziana Cordani, Paolo Levi, Rossana Bossaglia, Raffaele De Grada e Vittorio Sgarbi.
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